La dieta di mantenimento

Cosa fare dopo una dieta dimagrante per mantenere il peso raggiunto con tanti sacrifici?

Ovviamente non si potrà riprendere a mangiare sconsideratamente come prima della dieta perchè le conseguenze sono prevedibili: ripresa di peso, talvolta lenta, molto più frequentemente rapida, rapidissima.

Non si può neanche, però, continuare la dieta a oltranza per due motivi:

- essendo la dieta dimagrante un’alimentazione ridotta, alla lunga potrebbe causare carenze nutrizionali di elementi come vitamine, sali minerali e acidi grassi essenziali;

- l’organismo si adatta al regime alimentare ristretto, in altre parole si fa bastare le calorie somministrate con la dieta. Come conseguenza non si perderà più peso.

Ma questo significa anche che basterà mangiare di più per pochi giorni per riprendere dei chili.

Praticamente, la dieta che una volta era dimagrante è diventata di mantenimento. Bella fregatura!

E allora?

Dovremo gradualmente (e sottolineo gradualmente) aumentare le quantità di alcuni alimenti cosicchè anche il metabolismo possa lentamente risalire e stabilizzarsi sul consumo energetico previsto per l’età e l’attività motoria praticata che si aggira intorno alle 2000 calorie per la donna e alle 2500 calorie giornaliere per l’uomo.

Una volta aumentate le calorie totali da consumare e raggiunta la dieta di mantenimento, non resta che… seguirla per sempre! Non sarà necessario continuare a pesare gli alimenti e rispettare in maniera maniacale la prescrizione ma è utile sapere che quelle indicate sono le quantità previste per noi, il tetto massimo raggiungibile di energia. Se si fa uno strappo alle regole per qualche giorno non accade nulla di grave e irreparabile ma se lo strappo si protrae nel tempo (quindi non è più uno strappo!) si rischia di riprendere qualche chilo di peso.

Anche in questo caso, comunque, niente allarmismi. Un controllo mensile del peso, anche a casa propria, evidenzierà tale esiguo recupero ponderale che sarà bene prendere subito in considerazione rispolverando la dieta dimagrante fatta precedentemente e seguendola per qualche settimana prima che il danno sia maggiore e non si tratti più di riperdere 1 o 2 chili ma di ricominciare da capo! Io suggerisco di tenere come indicatore un abito, un paio di pantaloni, e quando stringono correre ai ripari senza aspettare di dover cambiare taglia.

Io consiglio ai miei clienti di continuare a venire ai controlli una volte iniziata la dieta di mantenimento circa tre volte l’anno in periodi strategici: dopo le vacanze di Natale, prima e dopo l’estate. E’ provato che il controllo da parte di terze persone funziona meglio che l’autocontrollo: come ben sappiamo, da soli tentiamo di ingannarci…

Ma quali cibi prevedere nella dieta di mantenimento, quali vietare? Io non vieto quasi niente per la dieta dimagrante, figuriamoci per il mantenimento! Tutto deve essere previsto se si intende condurre una vita normale e non si ha intenzione di trascorrere in clausura il resto dei nostri giorni!

Durante la dieta di mantenimento è sicuramente più difficile che nella dieta dimagrante mantenere la necessaria motivazione. Questo perchè il “sacrificio” della dieta di mantenimento non è gratificato dal rinforzo positivo della perdita di peso ma solo dalla mancata punizione del non-recupero del peso, sì gratificante, ma mai quanto vedere la bilancia scendere.

Dunque, moderazione sì ma con …moderazione! Dieta sì, ma senza ossessione!

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